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Intolleranze e rischi

C’è chi reagisce a determinate sostanze presenti negli alimenti sviluppando delle intolleranze. Le reazioni possono essere più o meno gravi da una persona all’altra, e richiedono pertanto soluzioni individualizzate. Chi non è affetto da allergie non ha motivo di privarsi di certi alimenti. Evitare in modo sistematico determinate sostanze nutritive non è consigliabile per le persone sane, al contrario, poiché limita inutilmente la varietà di alimenti ai quali attingere.

Il cibo non è mai sterile. La presenza di alcuni microrganismi è auspicabile, ad esempio poiché sono necessari alla produzione stessa dell’alimento, mentre altri, invece, non sono dannosi. Pensiamo in particolare ai batteri tipo Listeria, che contaminano il cibo e, a seconda della situazione (ad es. una gravidanza), possono comportare dei rischi. Più avanti approfondiremo anche questo punto.

Lattosio

Il lattosio, ossia lo zucchero presente nel latte, è un disaccaride composto da due molecole, una di glucosio (detto anche destrosio, o zucchero d’uva) e una di galattosio. Durante la digestione, la connessione tra questi due zuccheri viene spezzata e i due monosaccaridi vengono assorbiti separatamente nel sangue. Nelle persone intolleranti al lattosio, questo processo non funziona più, o solo in misura limitata, e il lattosio prosegue nell’intestino senza mutare forma, causando problemi quali flatulenze o diarrea. Limitare il consumo di lattosio, sulla base di osservazioni individuali, eliminerà o diminuirà di molto queste reazioni. La quantità di lattosio tollerata varia da individuo a individuo. In piccole quantità è generalmente ben tollerato. È raro che occorra rinunciarvi completamente.

Formaggio e lattosio

Per quanto riguarda il formaggio, gran parte del lattosio viene eliminata già durante la produzione, assieme al siero di latte. Il resto viene quasi completamente decomposto dai batteri acidolattici nel corso della stagionatura. Si ritiene che il formaggio stagionato per oltre sei settimane sia praticamente privo di lattosio. Il formaggio fresco e il formaggio fuso, invece, ne contengono ancora una certa quantità.

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Istamina

Si calcola che l’1% della popolazione svizzera soffra di un’intolleranza all’istamina più o meno pronunciata. Questo fenomeno è dovuto al fatto che l’organismo non riesce a scomporre a sufficienza l’istamina, né quella endogena né quella assorbita con il cibo. Questa sostanza si trova soprattutto in alimenti che hanno subìto un processo di maturazione o di fermentazione.

Formaggio e istamina

Tutti i formaggi a pasta dura, semidura e molle attraversano un processo di stagionatura e quindi contengono notevoli quantità di istamina. Le persone che soffrono di un’intolleranza all’istamina dovrebbero privilegiare piuttosto i formaggini freschi, la ricotta o il quark. Le persone sane, invece, non hanno motivo di evitare i cibi ricchi di istamina.

Batteri del genere Listeria

La listeriosi, una malattia infettiva, è provocata dal batterio Listeria monocytogenes. Nelle persone con un sistema immunitario intatto, l’infezione ha di solito sintomi lievi. Può invece avere conseguenze gravi nelle persone con un sistema immunitario indebolito o nel feto. In natura, i batteri del genere Listeria sono presenti in molti luoghi, ma sono principalmente trasmessi all’essere umano attraverso il cibo.

Formaggio e batteri del genere Listeria

I formaggi a pasta molle e semidura, a base di latte sia crudo sia pastorizzato, la feta e i formaggi erborinati possono essere contaminati da batteri del genere Listeria. Le donne in gravidanza e le persone immunocompromesse dovrebbero privilegiare i formaggi a pasta dura e extra-dura, ricordandosi ad ogni modo di eliminare la crosta prima del consumo. Sono adatti anche la crema di formaggio da spalmare, la mozzarella pastorizzata, il formaggio fuso e tutti i formaggi cotti (ad es. fondue, raclette, piatti gratinati al forno o grigliati).

Fonte d'informazioni: Società Svizzera di Nutrizione SSN  www.sge-ssn.ch

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